Caldaie per petrolio, gas e petrolchimica
Per questo settore TIPO Kotlogradnja progetta e costruisce: caldaie a vapore industriali; caldaie a olio diatermico; caldaie ad acqua surriscaldata; caldaie a recupero di calore.
Ogni caldaia viene progettata e costruita in base alla capacità richiesta, alle esigenze di processo, al tipo di combustibile e alle condizioni di esercizio dell'impianto.

Il ruolo del vapore e del calore nei processi del petrolio, del gas e della petrolchimica
Nelle raffinerie, negli impianti di trattamento del gas e nei complessi petrolchimici il calore viene consumato lungo l'intera catena di processo: riscaldamento di cariche e intermedi, ribollitori delle colonne, rigenerazione dei solventi, disidratazione del gas e azionamento di turbine. Il vapore collega utenze di livello diverso e viene spesso ricavato da calore che andrebbe altrimenti perso, per esempio dai flussi in uscita dai reattori. Nello steam cracking il vapore è miscelato alla carica prima del forno e serve anche per la decokificazione; il raffreddamento del gas dopo il cracking produce soprattutto vapore ad alta pressione, che aziona le turbine dei compressori.
Nel trattamento del gas il calore serve a rigenerare l'ammina che rimuove H2S e CO2, a rigenerare il glicole nella disidratazione e a riscaldare il gas con cui si rigenerano i setacci molecolari. Per queste utenze si sceglie spesso l'olio diatermico: il riscaldamento indiretto consente una temperatura regolata in modo più uniforme e riduce il rischio di surriscaldamento locale rispetto al riscaldamento diretto, ed evita le apparecchiature ad alta pressione che il vapore richiederebbe alle stesse temperature di rigenerazione. A tal fine si considerano le caldaie a olio diatermico, mentre le caldaie a vapore coprono il vapore di processo e l'azionamento delle turbine.
Requisiti, sicurezza e normativa
Caldaie, generatori di vapore e tubazioni sono attrezzature a pressione. Nell'Unione europea vi si applica la direttiva sulle attrezzature a pressione PED 2014/68/UE, che disciplina progettazione, fabbricazione e valutazione di conformità e prevede la marcatura CE; maggiori informazioni in certificati e norme. Per gli impianti a olio diatermico in Germania esiste la norma DIN 4754-1, con requisiti di sicurezza per impianti che usano fluidi termovettori organici, finalizzata a soddisfare gli obiettivi di protezione della PED. Per altri mercati occorre verificare le norme nazionali vigenti.
Dove può formarsi un'atmosfera esplosiva per la presenza di gas, vapori, nebbie o polveri infiammabili, nell'UE si applicano due direttive ATEX: la 2014/34/UE su apparecchi e sistemi di protezione e la 1999/92/CE sulla protezione dei lavoratori. Il datore di lavoro, cioè il gestore dell'impianto, classifica le aree in zone e sceglie le attrezzature di conseguenza, mentre il fabbricante risponde della conformità alla direttiva sugli apparecchi. La classificazione delle zone va quindi conosciuta prima di decidere l'ubicazione della centrale termica e la scelta di bruciatore, valvolame e strumentazione.
Combustibile, energia e sostenibilità
Le raffinerie usano spesso come combustibile il gas di raffineria, cioè il gas proveniente dalle unità di distillazione e conversione; la sua composizione e disponibilità vanno accertate prima di scegliere bruciatore e regime di esercizio, valutando un combustibile di riserva. Le fonti di calore di recupero sono numerose; un esempio sono i fumi del rigeneratore di un'unità FCC, dove si installa una caldaia a recupero di calore. I costruttori di queste caldaie sottolineano che il progetto deve tenere conto delle polveri di catalizzatore nel gas e della corrosione dovuta ai composti dello zolfo nei fumi.
Le conclusioni europee sulle migliori tecniche disponibili per la raffinazione di petrolio e gas (decisione 2014/738/UE, adottata nell'ambito della direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali) indicano tra le misure di efficienza energetica l'integrazione termica, il controllo automatico della combustione, la gestione del sistema vapore, la cogenerazione e le caldaie a recupero. Le caldaie sono trattate come impianti di combustione, con requisiti di monitoraggio delle emissioni. A livello di sistema vapore, il ritorno dei condensati e il recupero di calore dagli spurghi riducono il consumo di combustibile e di acqua di reintegro, con un adeguato trattamento dell'acqua.
Cosa definire nella scelta della caldaia
Consumi e condizioni di esercizio variano da un'unità all'altra, perciò prima dell'offerta l'investitore deve definire i dati che condizionano in modo decisivo la soluzione. È particolarmente importante distinguere il carico di base costante dai regimi di punta e transitori, come avviamento, fermata e decokificazione, e stabilire quale parte del calore può provenire dal recupero e quale deve essere fornita da una caldaia separata. La procedura è descritta più nel dettaglio nella guida come scegliere una caldaia industriale.
- fluido termovettore (vapore, olio diatermico, acqua surriscaldata), qualità e livello di temperatura richiesti all'utenza
- combustibile o fonte di calore di recupero: composizione, polveri, zolfo, combustibile di riserva
- classificazione delle zone e soluzioni di sicurezza per bruciatore, strumentazione e ubicazione della centrale termica
- riserva e disponibilità: numero di caldaie, regime di revisione e fermata dell'impianto
- trattamento dell'acqua di alimento, ritorno dei condensati, normativa del mercato (PED, ATEX, nazionale) e spazio disponibile
Tipi di caldaie per questo settore

Caldaie a vapore industriali
Vapore saturo o surriscaldato per applicazioni industriali, di processo ed energetiche. Caldaie a tubi da fumo e a tubi d'acqua per combustibile solido, biomassa, liquido e gassoso.
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Caldaie a olio diatermico
Le caldaie a olio diatermico servono il riscaldamento di processo negli impianti industriali che richiedono temperature alte e stabili.
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Caldaie ad acqua surriscaldata
Acqua surriscaldata per sistemi industriali, energetici e teleriscaldamento. Caldaie a tubi da fumo e a tubi d'acqua per tutti i combustibili comuni.
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Caldaie a recupero di calore
La WHRB (Waste Heat Recovery Boiler) è un generatore di vapore che sfrutta il calore residuo dei gas di scarico dei processi industriali per produrre vapore saturo.
Vedi →Applicazioni
Caldaie a vapore industriali
- Chimica e petrolchimica
- riscaldamento di processo, controllo della temperatura e produzione
Caldaie ad acqua surriscaldata
- Chimica e petrolchimica
- controllo della temperatura e riscaldamento di processo
Caldaie a olio diatermico
- Chimica e petrolchimica
- riscaldamento di reattori, recipienti di processo e colonne di distillazione
Caldaie a recupero di calore
- Petrolchimica
- recupero di energia da gas di processo e fumi
Domande frequenti
Quando scegliere una caldaia a olio diatermico invece del vapore?
Quando il processo richiede temperature alte e regolate con precisione senza esercizio ad alta pressione: l'olio diatermico trasporta calore ad alta temperatura e bassa pressione, senza evaporazione né trattamento acqua.
Quale fluido termovettore scegliere: acqua o olio diatermico?
La scelta dipende dalla temperatura di esercizio richiesta e dalle esigenze del processo. L'acqua è adatta a sistemi di riscaldamento e processi a temperature più basse. L'olio diatermico si sceglie quando il processo richiede temperature più alte e stabili, regolazione precisa e trasferimento di calore senza le alte pressioni tipiche dei sistemi ad acqua a temperatura comparabile. La soluzione definitiva dipende da potenza, temperatura, pressione e condizioni di esercizio dell'impianto.
Quali combustibili usa una caldaia a olio diatermico?
Combustibili liquidi e gassosi (modello TKT-TU), solidi e biomassa, oppure energia elettrica (modello VAT-V-TU) dove non si vogliono fumi né bruciatori.
Quali norme si applicano alle caldaie a vapore?
EN 12953 per le caldaie a tubi da fumo, EN 12952 per quelle a tubi d'acqua, EN 13445 per i recipienti in pressione, EN 13480 per le tubazioni e ASME BPVC o AD 2000 per i mercati di esportazione. Le attrezzature a pressione portano la marcatura CE secondo la PED 2014/68/UE.
Qual è la differenza tra caldaia a tubi da fumo e a tubi d'acqua?
La caldaia a tubi da fumo ha un grande contenuto d'acqua, è costruita secondo EN 12953 ed è adatta a potenze piccole e medie con esercizio stabile. La caldaia a tubi d'acqua ha un piccolo contenuto d'acqua, è costruita secondo EN 12952 e si usa per potenze maggiori, pressioni più alte e vapore surriscaldato.
Perché nelle raffinerie e nella petrolchimica si installano così spesso caldaie a recupero di calore?
Perché le unità di processo emettono gas caldi, per esempio dal rigeneratore FCC o dopo il cracking, il cui calore può essere convertito in vapore. Le conclusioni europee sulle migliori tecniche per la raffinazione citano espressamente le caldaie a recupero come misura di efficienza energetica. Il progetto dipende dalla composizione del gas: polveri e zolfo richiedono una disposizione adeguata delle superfici, sistemi di pulizia e una scelta appropriata dei materiali.
Una caldaia o un bruciatore può funzionare in una zona con atmosfera esplosiva?
Dipende dalla classificazione delle zone che il gestore stabilisce per il proprio impianto in base alla direttiva ATEX sui luoghi di lavoro 1999/92/CE. Le attrezzature destinate a una simile atmosfera devono soddisfare la direttiva sugli apparecchi 2014/34/UE. Si definisce quindi prima se centrale termica, bruciatore e strumentazione saranno in zona classificata o all'esterno; la soluzione si concorda in progetto con l'investitore e con la normativa applicabile.
Che cosa danneggia più spesso l'olio diatermico in un impianto?
Secondo i produttori di fluidi, le cause più frequenti sono il surriscaldamento, che scompone le molecole del fluido e forma coke, e l'ossidazione per contatto con l'aria, che genera acidi e fanghi. Sono quindi importanti una regolazione precisa della temperatura, una portata sufficiente nella caldaia, un impianto a tenuta, la protezione del vaso di espansione e l'analisi periodica del fluido.
Norme di progettazione e costruzione
TIPO Kotlogradnja progetta e produce caldaie e centrali termiche complete secondo i requisiti dell'investitore, il combustibile, la potenza e il regime di esercizio. Il processo comprende analisi dei requisiti, proposta della soluzione, offerta, progettazione, approvvigionamento, produzione, montaggio, collaudo e messa in servizio. Qualunque sia la complessità del progetto o il mercato, le apparecchiature sono progettate e costruite secondo le norme europee e internazionali, tra cui EN 12952, EN 12953, EN 13445, EN 13480, ASME BPVC e AD 2000, in conformità alla documentazione di progetto e ai requisiti dell'investitore.
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